Qualche dato incoraggiante per l'economia UK
Nella grande abbondanza di notizie negative che provengono dalle economie della Eurozona, oggi è apparso un dato che potrebbe accendere una piccola speranza in chi crede che la recessione possa sempre più leggera di quanto previsto.
L'indice PMI (Purchasing Manager Index) della Gran Bretagna è risultato in rialzo a Dicembre. In particolare è salito da 47,7 a 49,6 contro le previsioni che lo davano addirittura in calo a 47,3.
Il PMI-UK è un indicatore sull'attività manifatturiera nel Regno Unito e in particolare sulle sue prospettive future. E' rilevata mensilmente ed è basata sulle opinioni di un panel di manager responsabili acquisti del'industria manifatturiera. Un più alto PMI indica che gli acquisti di materiali stanno aumentando e che le prospettive economiche sono positive.
Il valore va da 1 a 100, e si ritiene che solo quando è sopra a 50 ciò indica una espansione dell'economia.
L'indice è ancora sotto 50, ma l'importante, a livello indicativo, è che sia cresciuto nonostante la situazione economica e che quindi il sentiment possa essere positivo.
A fronte dell'andamento dell'indice, l'attività manifatturiera in Inghilterra è risultata in questo mese di Dicembre stabile, dopo un paio di mesi di contrazione.
La debolezza produttiva si ravvisa nei beni intermedi; invece si è assistito ad una crescita nei beni di consumo e di investimento. In riduzione le nuove lavorazioni.
Dato importante è che sono comunque aumentati i nuovi ordinativi per le esportazioni per la prima volta negli ultimi cinque mesi,soprattutto per la domanda proveniente dalla Cina, l'Est Europa e la Germania.
A conferma delle incoraggianti notizie dall'estero l'andamento prezzo del rame all' LME (London Metal Exchange). Il rame è un metallo industriale che ha svariati utilizzi (elettronica, costruzioni, microchip). A causa di ciò l'andamento del suo prezzo è considerato un importante indice rivelatore delle prospettive dell'industria manifatturiera. Ebbene,dopo aver toccato un minimo sotto i 7.300 Usd a tonnellata a metà Dicembre, stiamo assistendo ad un incremento piuttosto costante del valore, arrivato ieri a 7.699 Usd.
Tale andamento viene ritenuto dagli analisti legato all'incremento da parte della Cina della domanda per metalli industriali, indicatore di speranza di miglioramento nei ritmi di crescita dell'economia cinese.
Occorrerà comunque verificare nei prossimi mesi se questo sentiment troverà conferme o meno, soprattutto perchè non accennano a diminuire le preoccupazioni legate alla recessione dell'Eurozona con le conseguenti ripercussioni economiche per i paesi che esportano verso queste economie.
I dati inerenti l'aumento della domanda da parte di Cina, Est Europa e Germania potrebbero aprire una nuova strada all'economia inglese: quella di perseguire con maggior vigore la via delle esportazioni nei Paesi ad alta crescita (in particolare quelli del Bric: Brasile, Rusiia, India e Cina).
Non per niente la UK Trade & Investment, l'ente governativo inglese che si occupa del commercio internazionale, sta da un po' di tempo lanciando segnali alle imprese del proprio Paese di seguire quelle che sono le indicazioni di molti economisti, ossia il fatto che la più grande storia del Ventunesimo Secolo sarà lo spostamento del centro di gravità dell'economia dai paesi sviluppati a quelli ad alta crescita. Una piccola e media impresa su tre sta già pianificando di esportare i propri prodotti nei prossimi due anni verso questi paesi.
Cosa particolarmente importante per una economia come quella inglese che nel 2010 è stato il terzo esportatore mondiale di servizi commerciali e il decimo di manufatti, secondo i dati del WTO.
L'indice PMI (Purchasing Manager Index) della Gran Bretagna è risultato in rialzo a Dicembre. In particolare è salito da 47,7 a 49,6 contro le previsioni che lo davano addirittura in calo a 47,3.
Il PMI-UK è un indicatore sull'attività manifatturiera nel Regno Unito e in particolare sulle sue prospettive future. E' rilevata mensilmente ed è basata sulle opinioni di un panel di manager responsabili acquisti del'industria manifatturiera. Un più alto PMI indica che gli acquisti di materiali stanno aumentando e che le prospettive economiche sono positive.
Il valore va da 1 a 100, e si ritiene che solo quando è sopra a 50 ciò indica una espansione dell'economia.
L'indice è ancora sotto 50, ma l'importante, a livello indicativo, è che sia cresciuto nonostante la situazione economica e che quindi il sentiment possa essere positivo.
A fronte dell'andamento dell'indice, l'attività manifatturiera in Inghilterra è risultata in questo mese di Dicembre stabile, dopo un paio di mesi di contrazione.
La debolezza produttiva si ravvisa nei beni intermedi; invece si è assistito ad una crescita nei beni di consumo e di investimento. In riduzione le nuove lavorazioni.
Dato importante è che sono comunque aumentati i nuovi ordinativi per le esportazioni per la prima volta negli ultimi cinque mesi,soprattutto per la domanda proveniente dalla Cina, l'Est Europa e la Germania.
A conferma delle incoraggianti notizie dall'estero l'andamento prezzo del rame all' LME (London Metal Exchange). Il rame è un metallo industriale che ha svariati utilizzi (elettronica, costruzioni, microchip). A causa di ciò l'andamento del suo prezzo è considerato un importante indice rivelatore delle prospettive dell'industria manifatturiera. Ebbene,dopo aver toccato un minimo sotto i 7.300 Usd a tonnellata a metà Dicembre, stiamo assistendo ad un incremento piuttosto costante del valore, arrivato ieri a 7.699 Usd.
Tale andamento viene ritenuto dagli analisti legato all'incremento da parte della Cina della domanda per metalli industriali, indicatore di speranza di miglioramento nei ritmi di crescita dell'economia cinese.
Occorrerà comunque verificare nei prossimi mesi se questo sentiment troverà conferme o meno, soprattutto perchè non accennano a diminuire le preoccupazioni legate alla recessione dell'Eurozona con le conseguenti ripercussioni economiche per i paesi che esportano verso queste economie.
I dati inerenti l'aumento della domanda da parte di Cina, Est Europa e Germania potrebbero aprire una nuova strada all'economia inglese: quella di perseguire con maggior vigore la via delle esportazioni nei Paesi ad alta crescita (in particolare quelli del Bric: Brasile, Rusiia, India e Cina).
Non per niente la UK Trade & Investment, l'ente governativo inglese che si occupa del commercio internazionale, sta da un po' di tempo lanciando segnali alle imprese del proprio Paese di seguire quelle che sono le indicazioni di molti economisti, ossia il fatto che la più grande storia del Ventunesimo Secolo sarà lo spostamento del centro di gravità dell'economia dai paesi sviluppati a quelli ad alta crescita. Una piccola e media impresa su tre sta già pianificando di esportare i propri prodotti nei prossimi due anni verso questi paesi.
Cosa particolarmente importante per una economia come quella inglese che nel 2010 è stato il terzo esportatore mondiale di servizi commerciali e il decimo di manufatti, secondo i dati del WTO.
Commenti
Posta un commento