Le banche e il "credit crunch"
Il 29 Febbraio abbiamo assistito alla maxi-operazione di rifinanziamento del mercato bancario da parte della Bce di 529 miliardi di euro.
Ci si aspettava che tale evento fosse collegato stavolta all'effettiva distribuzione della liquidità presso il sistema economico costituito da imprese ed individui, al fine di evitare il "credit crunch" e permettere, tramite il conseguente aumento dei consumi e degli investimenti, quella crescita economica che le misure di austerità stanno vanificando.
Ebbene, dobbiamo ricrederci anche adesso.
In un mio post del 2011, che riporto integralmente in calce, avevo già ravvisato la riluttanza delle banche a prestarsi tra loro denaro e quindi a depositarlo o averlo in prestito dalla Bce invece che dal sistema interbancario. Con conseguente blocco dei rubinetti del credito verso imprese e privati.
Gli interventi della Bce avrebbero dovuto risolvere tale inconveniente. Ma ciò non è avvenuto con la prima tranche e sembra, come paventavo nel titolo del mio ultimo post "la Bce aiuta le banche", neanche con la seconda.
Difatti, le "deposit facility", ossia i depositi che le banche fanno volontariamente presso la Bce allo sfavorevole, rispetto alle condizioni di mercato, tasso dello 0,25%, hanno subito un'impennata proprio a partire dal 1 Marzo (giorno successivo alla LTRO della Bce): da 475 miliardi di euro del 29 Febbraio siamo passati a 777 miliardi del giorno successivo fino alla cifra record di 821 miliardi del 2, 3 e 4 marzo.
In pratica, questi dati evidenziano che la liquidità ottenuta è stata depositata in larga parte presso la Banca Centrale Europea piuttosto che immessa sul mercato.
Praticamente la conclusione che possiamo trarre è la stessa espressa nei precedenti articoli: le banche non continuano a prestarsi denaro l'un l'altra, ma soprattutto la liquidità non sembra aver preso la strada che tutti si aspettavano, rimettendo una volta di più in discussione se la Bce abbia i reali poteri e le capacità di intervento atte a risolvere la crisi economica in atto.
Il seguente è un articolo del 4 Dicembre 2011
http://semplicementefinanza.blogspot.com/2011/12/le-banche-non-si-fidano-tra-di-loro.html
Nella giornata di giovedì c'è stata un'impennata imprevista nei finanziamenti overnight richiesti dal sistema bancario alla Bce. Come ho spiegato nel post "Politica monetaria della Bce e quantitative easing -1^ parte", le banche possono richiedere liquidità alla Banca Centrale attraverso le cosiddette "Operazioni di rifinanziamento marginale", che sono operazioni overnight, che servono ad eliminare squilibri di liquidità per un giorno e che sono un alternativa agli scambi di prestiti che avvengono direttamente tra le banche (al tasso Eonia overnight, minore del tasso a cui avvengono i Rifinanziamenti Marginali).
Ebbene, nella giornata di giovedì c'è stata la richiesta record di 8,64 miliardi di euro da parte delle banche alla Bce, quando la media giornaliera a novembre è stata di 2,4 miliardi.
A fare il paio a questa notizia, quella relativa a un grosso aumento che si è avuto contestualmente nei "Depositi Marginali", ossia la liquidità che le banche depositano presso la Banca Centrale, pari alla cifra record di 314 miliardi di euro (basti pensare che il 6 novembre 2008, all'indomani del fallimento della Lehman Brothers, i depositi marginali erano stati circa 297 miliardi di euro).
Ora, il tasso a cui la Bce presta denaro overnight alle banche è fissato, come strumento di politica monetaria, al 2%, mentre il tasso overnight il 1 dicembre era allo 0,736%. Allo stesso modo, i depositi presso la Banca Centrale sono remunerati al più basso 0,50%.
Ma allora perchè il sistema bancario preferisce finanziarsi a tassi più alti e, chi ha liquidità in eccesso, vederla remunerata con tassi più bassi?
Semplice, è palese una riluttanza da parte delle banche a prestarsi fondi tra di loro, indice quindi di una grossa mancanza di fiducia. E certo, se non si fidano tra di loro...
Un simile blocco del mercato interbancario di certo non immette liquidità nel sistema dei privati e delle imprese, in altre parole le banche depositano presso la Banca Centrale e non fanno credito.
Ma allora, come è possibile parlare di ripresa economica ,o meglio di recessione leggera, se gli individui non riescono ad ottenere moneta per far ripartire i consumi e le imprese fondi per investire? Domanda retorica.
A questo punto neanche il Quantitative Easing potrebbe essere una soluzione, se il sistema bancario poi non reimmette la liquidità ottenuta nel sistema economico.
Ci si aspettava che tale evento fosse collegato stavolta all'effettiva distribuzione della liquidità presso il sistema economico costituito da imprese ed individui, al fine di evitare il "credit crunch" e permettere, tramite il conseguente aumento dei consumi e degli investimenti, quella crescita economica che le misure di austerità stanno vanificando.
Ebbene, dobbiamo ricrederci anche adesso.
In un mio post del 2011, che riporto integralmente in calce, avevo già ravvisato la riluttanza delle banche a prestarsi tra loro denaro e quindi a depositarlo o averlo in prestito dalla Bce invece che dal sistema interbancario. Con conseguente blocco dei rubinetti del credito verso imprese e privati.
Gli interventi della Bce avrebbero dovuto risolvere tale inconveniente. Ma ciò non è avvenuto con la prima tranche e sembra, come paventavo nel titolo del mio ultimo post "la Bce aiuta le banche", neanche con la seconda.
Difatti, le "deposit facility", ossia i depositi che le banche fanno volontariamente presso la Bce allo sfavorevole, rispetto alle condizioni di mercato, tasso dello 0,25%, hanno subito un'impennata proprio a partire dal 1 Marzo (giorno successivo alla LTRO della Bce): da 475 miliardi di euro del 29 Febbraio siamo passati a 777 miliardi del giorno successivo fino alla cifra record di 821 miliardi del 2, 3 e 4 marzo.
In pratica, questi dati evidenziano che la liquidità ottenuta è stata depositata in larga parte presso la Banca Centrale Europea piuttosto che immessa sul mercato.
Praticamente la conclusione che possiamo trarre è la stessa espressa nei precedenti articoli: le banche non continuano a prestarsi denaro l'un l'altra, ma soprattutto la liquidità non sembra aver preso la strada che tutti si aspettavano, rimettendo una volta di più in discussione se la Bce abbia i reali poteri e le capacità di intervento atte a risolvere la crisi economica in atto.
Il seguente è un articolo del 4 Dicembre 2011
http://semplicementefinanza.blogspot.com/2011/12/le-banche-non-si-fidano-tra-di-loro.html
Nella giornata di giovedì c'è stata un'impennata imprevista nei finanziamenti overnight richiesti dal sistema bancario alla Bce. Come ho spiegato nel post "Politica monetaria della Bce e quantitative easing -1^ parte", le banche possono richiedere liquidità alla Banca Centrale attraverso le cosiddette "Operazioni di rifinanziamento marginale", che sono operazioni overnight, che servono ad eliminare squilibri di liquidità per un giorno e che sono un alternativa agli scambi di prestiti che avvengono direttamente tra le banche (al tasso Eonia overnight, minore del tasso a cui avvengono i Rifinanziamenti Marginali).
Ebbene, nella giornata di giovedì c'è stata la richiesta record di 8,64 miliardi di euro da parte delle banche alla Bce, quando la media giornaliera a novembre è stata di 2,4 miliardi.
A fare il paio a questa notizia, quella relativa a un grosso aumento che si è avuto contestualmente nei "Depositi Marginali", ossia la liquidità che le banche depositano presso la Banca Centrale, pari alla cifra record di 314 miliardi di euro (basti pensare che il 6 novembre 2008, all'indomani del fallimento della Lehman Brothers, i depositi marginali erano stati circa 297 miliardi di euro).
Ora, il tasso a cui la Bce presta denaro overnight alle banche è fissato, come strumento di politica monetaria, al 2%, mentre il tasso overnight il 1 dicembre era allo 0,736%. Allo stesso modo, i depositi presso la Banca Centrale sono remunerati al più basso 0,50%.
Ma allora perchè il sistema bancario preferisce finanziarsi a tassi più alti e, chi ha liquidità in eccesso, vederla remunerata con tassi più bassi?
Semplice, è palese una riluttanza da parte delle banche a prestarsi fondi tra di loro, indice quindi di una grossa mancanza di fiducia. E certo, se non si fidano tra di loro...
Un simile blocco del mercato interbancario di certo non immette liquidità nel sistema dei privati e delle imprese, in altre parole le banche depositano presso la Banca Centrale e non fanno credito.
Ma allora, come è possibile parlare di ripresa economica ,o meglio di recessione leggera, se gli individui non riescono ad ottenere moneta per far ripartire i consumi e le imprese fondi per investire? Domanda retorica.
A questo punto neanche il Quantitative Easing potrebbe essere una soluzione, se il sistema bancario poi non reimmette la liquidità ottenuta nel sistema economico.
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