Bce e Efsf



E' strano come possano cambiare gli scenari economico-finanziari nel giro di poco tempo.
Solo pochi giorni fa avevamo salutato l'incremento del tasso di riferimento della Bce, utilizzato come mezzo per contrastare l'aumento dell'inflazione.
Oggi ci troviamo in una situazione potenzialmente diversa.
Passata in secondo piano l'inflazione, a dettare banco è la crisi del debito sovrano e i differenziali sempre più alti tra i titoli italiani e spagnoli e il Bund tedesco, causa rendimenti dei paesi in difficoltà in impetuosa crescita.
Ecco allora che molti operatori vorrebbero suggerire alla Bce di ridure i tassi, esattamente a circa un mese dal loro incremento all' 1,50%.
E' di oggi la notizia che la Banca Centrale svizzera, al fine di contrastare l'eccessivo rafforzamento del Franco (divenuto valuta rifugio, con un apprezzamento sull'euro da inizio anno di circa il 9,5%), ha operato una riduzione dello 0,50% del tasso Libor a tre mesi, portandolo a valori quasi vicini allo zero (0,25%). In una nota la Banca centrale spiega che "la recente forza del franco svizzero sta minacciando lo sviluppo dell'economia e sta aumentando i rischi al ribasso dei prezzi in Svizzera". Ma qui le ragioni sono diverse .
Certo in Europa  la situazione ĆØ tutt'altro che rosea. L'Efsf (il Fondo SalvaStati)  non può ancora  acquistare titoli sul secondario (deve modificare a tale riguardo il suo statuto) allo scopo di sostenerne i prezzi sul mercato ( dopo il varo della seconda serie di aiuti alla Grecia era stato statuito, tra le altre misure, che l'Efsf potesse acquistare bond greci sul mercato secondario per aiutare i creditori di quel paese ).
E la Bce  ĆØ da 4 mesi che non interviene sul mercato ( ma c'ĆØ una ultimora delle 18 circa che parla di acquisti della Bce di bond italiani e spagnoli sul secondario).
Creato a maggio del 2010 dai 16 Stati Membri , l'Efsf ĆØ una societĆ  con sede a Lussemburgo preliminarmente deputata ad emettere bond (valutati tripla AAA, in quanto garantiti dai singoli Stati dell'Eurozona, fino a 440 miliardi di euro; ciascuno stato garantisce in percentuale alla partecipazione al capitale della Banca Centrale Europea ) per finanziare esborsi agli stati  in difficoltĆ  ed assicurare la stabilitĆ  dell'area economica europea.

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