Nuove tensioni fra Argentina e Uk
Riesplodono le tensioni mai sopite fra Inghilterra e Argentina sulle contese Isole Falklands.
Il pretesto è stata la discussione in seno ai Paesi del Mercosur ( l'alleanza commerciale creata nel 1991 fra gli stati sudamericani di Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay, poi allargata come associati agli altri paesi sudamericani eccetto il Venezuela, la cui ammissione deve essere ancora ratificata dal Paraguay ) in merito alla adozione , sulla falsariga della decisione già presa dal governo dell'Uruguay, di una risoluzione che impedisca alle navi che battono la bandiera (da loro definita "illegale") delle Falkland Islands di attraccare presso i loro porti.
Si tratta di una mossa di solidarietà verso l'Argentina, che già da vario tempo ha adottato questa politica.
Il Ministero degli Esteri britannico si è detto preoccupato per quello che sembra un atto avente l'obiettivo di isolare gli abitanti delle Falklands, e minare il loro diritto alla autodeterminazione. Una sorta di blocco commerciale.
La condanna è unanime da parte di tutto il mondo politico inglese, anche degli esponenti del governo ombra (in Inghilterra l'opposizione vara un governo che opera in antitesi con quello al potere).
Politicamente le Falkland Islands (arcipelago formato da due isole principali e 778 più piccole) sono un territorio di oltremare del Regno Unito, con la Regina quale suprema autorità e il Governatore che la esercita in vece del monarca. Il Governo delle Falkland Islands è formato dal Governatore, dal Capo dell'Esecutivo, da una Assemblea Elettiva composta da 8 membri (non esistendo partiti politici si presentano tutti come indipendenti) e da un Consiglio. I concetti chiave espressi nella Costituzione, riformata nel 2009, sono proprio quelli di: autodeterminazione, auto-governo interno e sovranità britannica.
Il nome Falkland deriva da un atto di ringraziamento da parte del navigatore John Strong, il primo nel 1690 a sbarcare su quelle terre, al Tesoriere della Royal Navy Visconte Falkland, con la intitolazione a suo nome del canale che separa le due isole principali dell'arcipelago. Invece il nome Malvinas, così come viene identificata dagli argentini, deriva dal francese "Les isles malouines" in riferimento al porto di St.Malo: i francesi infatti costituirono nel 1764 il primo insediamento sulle isole (che poi cedettero alla Spagna, sotto la giurisdizione di Buenos Aires, allora colonia spagnola); gli inglesi, che l'avevano scoperta, si insediarono l'anno successivo (1765). Nonostante gli inglesi abbiano quasi ininterrottamente presidiato le Falkland, le pretese argentine si fondavano storicamente sul fatto che, dopo l'indipendenza dalla Spagna, tutti i possedimenti di questa dovevano passare proprio all'Argentina (anche se sulle isole l'influenza spagnola è stata sempre relativa).
Le tensioni sfociarono nel 1982 con la famosa guerra con la Gran Bretagna susseguente all'invasione argentina, durata dal 2 aprile al 14 giugno e che provocò 900 morti per concludersi con la ritirata dei sudamericani. Soltanto nel 1990 sono riprese le relazioni diplomatiche tra i due paesi.
Che evidentemente però tanto pacifiche non sono.
Il presidente argentino Cristina Kircner, dopo aver ringraziato del supporto i paesi del Mercosur, ha affermato che questa non vuole essere una rivendicazione del suo paese sulle isole quanto un messaggio al Regno Unito di cominciare a negoziare con le Nazioni Unte sullo status di quelle terre.
Ma che importanza può avere, ci si chiede, un arcipelago sperduto nell'Oceano Atlantico, a 650 chilometri dalla costa sudamericana, con 2.500 abitanti ( a cui aggiungere i 1.700 militari e civili che vivono nella base di Mount Pleasant), grande poco più della metà del Galles, e che vive quasi esclusivamente di pesca (che costituisce il 60% del Prodotto Interno Lordo e il 35% del reddito)?
La risposta sembra ovvia: ma il petrolio, of course.
Forse non è molto risaputo, ma nel 2002 il Governo delle Falkland ha cominciato a rilasciare licenze per l'esplorazione off-shore delle acque circostanti l'arcipelago, sulla ipotesi che potessero esserci possibilità di giacimenti petroliferi e di gas.
Da allora 5 compagnie britanniche sono nate con l'intento esclusivo di effettuare rilevamenti e se del caso perforazioni. In particolare, la "Borders & Southern" ha ottenuto le licenze per circa 20.000 chilometri quadrati nel South Falkland Basin; la "Falkland Oil and Gas Limited" per il South and East Basins; la "Desire Petroleum" e la "Rockhopper Exploration" per il North Falkland Basin. I primi anni sono trascorsi nell'effettuazione delle rilevazioni sismologiche ed elettromagnetiche, e nell'individuazione dei "prospects", ossia zone con caratteristiche geologiche tali da poter prefigurare possibili giacimenti di gas o petrolio. Intorno al 2010 sono cominciate le prime perforazioni di pozzi, per la maggior parte con esito negativo. A maggio 2010 è arrivata la prima scoperta di un giacimento da parte della Rockhopper nella zona North Falkland Basin, nell'area denominata "Sea Lion"; successivamente a dicembre 2010 la seconda scoperta da parte della Desire Petroleum a Rachel North. Questi due successi, oltre che confermare l'esistenza di consistenti riserve di idrocarburi intrappolati, porteranno sicuramente ad una intensificazione delle ricerche e quindi all'afflusso di consistenti finanziamenti.
Il tutto mentre l'Argentina falliva nella sua ricerca di petrolio nella zona denominata "Malvinas Basin", fra le Falkland e la Terra del Fuoco. Quanto basta evidentemente per far accrescere il risentimento della sig.ra Kirchner, che, nel discorso al Mercosur ha affermato di agire come autodifesa verso coloro che stanno portando via risorse minerarie e petrolifere.
Non abbiamo certo bisogno di nuove tensioni nel mondo; è però anche vero che situazioni economiche estreme possono portare a conclusioni anche solo inimmaginabili fino a poco tempo prima
Sono fiducioso che alla fine vinceranno le considerazioni politiche e la ragione: ma una mano possono darcela anche le implicazioni economiche che decisioni di questo genere possono portare; ad esempio, solo per l'Uruguay il giro d'affari dell'industria della pesca vale 300 milioni di dollari annui. La bandiera delle Falkland Islands non è solo utilizzata dagli abitanti dell'isola, ma anche da imbarcazioni di altri paesi che la utilizzano per questioni di opportunità , svolgendo la loro attività con la licenza di quel paese.
Molto attive le compagnie spagnole, che però stanno già assaggiando il cambio di clima, con la Guardia Costiera argentina che sta sempre più pressandole e minacciandole con l'accusa di pescare illegalmente nelle loro acque. Tanto che il nuovo governo iberico ha già provveduto a convocare l'ambasciatore argentino a Madrid per spiegazioni.
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