I paesi a rischio: Grecia

Il Primo Ministro greco Papandreou ha deciso ( non so quanto volontariamente)  di ritornare sulla sua decisione di indire un referendum presso il popolo greco per decidere plebiscitariamente se accettare o meno il piano di salvataggio imposto dall'Europa al paese. Questa notizia era stata accolta negativamente dai mercati finanziari, sull'assunto che un "no" espresso dai greci nel referendum avrebbe vanificato gli sforzi di pervenire ad una risoluzione del problema della crisi dell'euro. Giova dire che molti commentatori inglesi appartenenti all'area politica più spiccatamente liberal-democratica avevano plaudito alla iniziativa di Papandreou per aver avuto il coraggio, nel paese che ha inventato la democrazia, di credere che i greci avessero il diritto di  esprimersi direttamente sul proprio futuro economico e politico.
Papandreou probabilmente si dimetterà, aprendo così la strada ad un governo di unità nazionale che vedrà tra i protagonisti il suo rivale politico Antonis Samaras. Strane le connessioni tra i due. Papandreou e Samaras , oltre a parlare un perfetto inglese e provenire da famiglie greche molto conosciute, hanno frequentato le stesse scuole ed università americane. Ma politicamente sono agli opposti: socialista Papandreou, democratico conservatore e nazionalista Samaras. La cosa strana è che Samaras nei giorni scorsi si era fermamente opposto al piano di salvataggio, mentre adesso afferma che ne assicurerà l'applicazione. Responsabilità nazionale od  opportunità politica?
La situazione appare comunque abbastanza confusa. A ciò ci sono da aggiungere due notizie non certo rassicuranti per i mercati: la riduzione dei tassi di interesse  da parte della Banca Centrale Europea dall' 1,50% all' 1,25% per contrastare monetariamente le previsione di una "mite recessione" (come la chiama Mario Draghi) per la fine dell'anno, politica molto diversa da quella condotta fino a qualche mese fa che prefigurava incrementi dei tassi per contrastare i focolai di inflazione; e le dichiarazioni dei leader della UE al G20 di Cannes che per la prima volta ipotizzano una possibile uscita della Grecia dall'euro.

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