
Ieri si è verificato un evento che non avveniva dal marzo 2009: i tassi del Gilt (il bond governativo inglese) a 10 anni sono risultati più bassi del corrispondente Bund tedesco, da sempre punto di riferimento per i mercati monetari europei. Mentre i titoli di stato Uk sono stati scambiati al 2,18%, quelli tedeschi hanno raggiunto un picco di 2,26% (anche se poi a fine giornata i tassi si sono riequilibrati, con i Bund al 2,14% e i Gilt al 2,16%). Mentre nel 2009 la discesa dei tassi britannici fu favorita dall'annuncio della Bank of England di avviare quella politica monetaria denominata "quantitative easing" (cioè stampare moneta per acquistare titoli governativi e sostenerne le quotazioni), adesso sembra che questa inversione di tendenza sia imputabile alla percezione dei bond inglesi come beni rifugio in questo periodo di turbolenza. Lo storico risultato dell'asta dei Bund, dove sono stati piazzati solo circa due terzi ( 3,4 miliardi per l'esattezza ) dei 6 miliardi di euro offerti, ha di certo contribuito a questo risultato, perchè prefigura addirittura possibili contagi della crisi dell'Euro sulle prospettive del Paese che è stato definito, con una frase veramente efficace, " l'unico passeggero di prima classe del Titanic ".
Ma come sempre ormai sta succedendo in questi giorni di confusione sui mercati finanziari, quella che sembrava una bella notizia ha trovato subito il rovescio della medaglia con l'ammonimento di un membro della Fsa (l'autorità di controllo inglese sui mercati finanziari) che tali tassi bassi sono deleteri per i conti delle banche a causa della riduzione dei margini di interesse.
Ma, mi dico, non è ora che, oltre che accordarsi sugli aspetti monetari, fiscali ed economici, si faccia un bel patto tra i vari protagonisti (politici, giornalisti, economisti) per porre un freno alle notizie catastrofiche (ormai la situazione la conosciamo) e cercare di infondere un minimo di ottimismo nei consumatori? La ripresa economica, o comunque la possibilità di evitare una recessione, dipendono molto dai comportamenti di acquisto delle persone: ma se si diffondono notizie come "E' la peggiore crisi dalla Grande Depressione del '29" questo a chi giova? Terrorizzare i consumatori in questo modo a che porta? Certo non ad incentivare la ripresa dei consumi.
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