UK: iniziative per il rilancio del mercato edilizio


Misure per il rilancio del mercato immobiliare saranno lanciate dal Governo inglese.
In primo luogo, il Governo sottoscriverà una parte dei mutui relativi alle nuove case in costruzione. Conseguenza diretta sarà la riduzione dell'anticipo che gli acquirenti degli immobili devono versare per accedere al mutuo sull'abitazione. Molto variegate a questo riguardo le proposte da parte delle varie banche. L'unico punto in comune è l'ammontare dell'anticipo che deve essere corrisposto dai compratori di prima casa per gli immobili di nuova costruzione, che non è mai al di sotto del 20% (per cui viene finanziato solo l'80% del valore dell'immobile), a causa dell'incertezza sul reale valore dell'immobile. L'aiuto statale permetterà in questo caso di diminuire la percentuale di deposito a meno del 5%, ponendo così le premesse per un rilancio del mercato immobiliare relativo alle nuove costruzioni. I costruttori contribuiranno per il 3,5% a tale indennità, il resto toccherà al Governo (o ai contribuenti, come si scrive in UK). C'è il fatto che si cerca di invertire la tendenza che ha visto passare da 600.000 acquirenti prima casa nel 1999 a 200.000 nell'anno scorso.
Altra iniziativa del Governo lo stanziamento di 400 milioni di sterline a sostegno dei costruttori, in particolare per permettere di costruire su terreni che i proprietari considerano attualmente antieconomici.
Il pacchetto è molto più articolato, ma quello che preme sottolineare in questa sede è altro.
Si tratta, a ben vedere, di iniziative che, nell'ambito di una strategia di ricerca di crescita economica, certificano il riconoscimento del settore delle costruzioni edilizie come centrale
Non so se tale iniziative siano o meno adeguate o giuste; la considerazione che emerge è che ancora una volta il mercato edilizio risulta fondamentale per l'economia di un Paese, soprattutto quando si vuole seriamente affrontare una politica di stimolo della crescita economica; ciò non solo per il settore stesso, che comunque garantisce alti livelli di occupazione, ma anche e soprattutto per l'enorme indotto che è in grado di generare e che coinvolge altri settori vitali produttivi e commerciali.

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