Londra: porto sicuro per il mercato dei capitali

La crisi nell'eurozona sta provocando, come già visto in precedenti post, grandi preoccupazioni in UK. Poichè quasi il 40% delle esportazioni britanniche riguardano i paesi dell'euro, la tanto preventivata recessione nel continente  potrebbe avere importanti ripercussioni economiche su Londra.
Ma due effetti comunque l'attuale situazione li ha provocati.
Il tanto vituperato elevato tasso di interesse sui bond governativi,che tanta paura sta provocando nei paesi europei meno "virtuosi" in quanto collegato all'aumento dei costi di indebitamento sul mercato, non sembra abitare nella terra d'Albione. In questi giorni il Gilt (il titolo di stato britannico) a 10 anni, come riporta il Financial Times,  ha raggiunto il livello più basso da quando fu introdotto, ossia il 2,106%. La ragione principale nell'incremento dei prezzi dei bond , che essendo inversamente collegati ai tassi  deteminano quindi la riduzione di questi ultimi, è principalmente da ricercare nella individuazione, da parte degli investitori, del Gilt  inglese come strumento finanziario rifugio in questi momenti di turbolenza: il cosiddetto "flight to quality" ha quindi provocato grossi acquisti sul bond governativo Uk determinandone il livello di prezzo attuale.
Tale spiegazione può essere avvalorata dal secondo aspetto che si sta verificando in questi ultimi tempi un altro tipo di "flight to quality": l'incremento nei prezzi immobiliari a Londra. Sempre il Financial Times rileva un aumento (stimato in circa l' 11,5%) nei prezzi degli immobili residenziali , particolarmente nelle zone più esclusive della città, a seguito soprattutto dell'aumento della domanda di compratori esteri in cerca di investimenti in grado di preservare il loro capitale ( un gruppo immobiliare tra le maggiori in UK stima una spesa di circa 6 miliardi di sterline da parte di acquirenti esteri su immobili a Londra di fascia alta negli ultimi 18 mesi ).
Poichè stiamo in questi giorni valutando la bontà o meno delle economie sulla base degli umori dei mercati finanziari, e quindi dalla direzione che prendono gli investimenti, i dati sopra analizzati sembrano avvalorare l'impressione che i mercati dei capitali abbiano  individuato il Regno Unito come  un porto sicuro per le loro politiche di investimento in Europa. A conferma, evidentemente, della bontà delle misure di austerità a suo tempo adottate dal Paese, nonchè della reputazione finanziaria ed economica di Londra sempre ai massimi livelli.

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