Politica Monetaria Bce e Quantitative Easing: 1^ parte



In questi ultimi giorni sta acquisendo sempre più attualità il dibattito sui diversi poteri in tema di politica monetaria tra la BCE da una parte e la Banca d'Inghilterra e la Fed (ma anche la Banca del Giappone) dall'altra.
Alla Bce si sta chiedendo da molte parti di intensificare gli acquisti dei bond governativi dei paesi "poco virtuosi" allo scopo di sostenerne i prezzi e ridurre i tassi. La Bank of England e la Fed possono invece utilizzare lo strumento del "quantitative easing", ovvero stampare moneta per acquistare i titoli.
Chi ha ragione nel dibattito, c'è da chiedersi? Come ogni aspetto della vita, entrambi i sistemi hanno i loro pro e i loro contro.
Occorre allora analizzare le diverse strategie utilizzate.
Iniziamo allora, in questa prima parte, con la politica monetaria della Bce.
La Banca Centrale Europea ha, secondo il Trattato costitutivo della Comunità Europea (art. 105, par. 1), un unico obiettivo ben dichiarato e chiaramente preminente: il perseguimento della stabilità dei prezzi. Quindi, l'ossessione dei tedeschi per il controllo dell'inflazione è stata trasferita dalla Bundesbank alla Bce.
Il Consiglio Direttivo ha anche fissato nel 1998 (confermandolo nel 2003) l'obiettivo quantitativo, ovvero inflazione da mantenere al di sotto o prossima al 2%. Al di sotto per controllare ed evitarne l'incremento; in prossimità per evitare che i prezzi si muovano verso la situazione di deflazione,ossia inflazione pari a zero o negativa, deleteria come l'iperinflazione.
Per conseguire la stabilità dei prezzi la Bce, tramite anche le singole Banche Centrali Nazionali, agisce sul livello dei tassi di interesse a breve, quindi sul mercato monetario.
Il successo della politica monetaria della Banca Centrale si basa sul cosiddetto "meccanismo di trasmissione della politica monetaria". Nel breve periodo, cioè, una variazione dei tassi di interesse del mercato monetario attiva una serie di meccanismi e di reazioni degli operatori che si ripercuoteranno sui prezzi nel medio periodo.
Volano di queste operazioni è ovviamente la necessità di finanziamento del sistema bancario.
La Banca Centrale, con le sue decisioni, influenza le condizioni del mercato monetario e quindi il livello dei tassi a breve e le trasmette poi al sistema bancario. Per cui, se la Banca Centrale vuole drenare liquidità perchè ritiene che l'inflazione sia indirizzata verso un aumento, non fa altro che aumentare, con gli strumenti a sua disposizione, i tassi di interesse del mercato monetario,  rendendo meno conveniente a privati e imprese finanziarsi tramite debito. Oppure adotta quelle operazioni che le consentono di modificare la liquidità nel sistema, ma che vanno comunque sempre ad incidere sul mercato monetario.Certo l'equazione non è così semplice, perchè l'adeguamento dei prezzi alla politica monetaria è un processo non immediato; e poi nel breve termine possono verificarsi shock imprevisti al livello dei prezzi (si pensi all'improvviso aumento dei prezzi delle materie prime) che possono generare una certa volatilità. Ma la teoria adottata dalla Bce prevede che, anche se nel medio periodo, la variazione dei prezzi agli impulsi della politica monetaria sarà permanente.
Ma come opera la Bce nel perseguimento della sua politica monetaria?
Gestendo la liquidità del mercato monetario attraverso:
1. Operazioni di mercato aperto;
2. Operazioni attuabili su iniziativa delle controparti:
3. Riserva obbligatoria.

Operazioni di mercato aperto

Sono operazioni svolte su iniziativa della Bce, e si dividono in:
A) operazioni di rifinanziamento principali, svolte tramite aste settimanali, a tasso fisso (la Bce fissa il tasso di interesse al quale finanziare il sistema bancario) o variabile (viene fissato un tasso minimo, ma l'asta assegna i fondi a partire dai tassi più alti), con a garanzia pegno attività (bond soprattutto); sono operazioni temporanee (l'Eurosistema acquista o vende attività a pronti con patto di riacquisto o di rivendita a termine) e servono solo ad immettere liquidità.
B) operazioni di finanziamento a lungo termine, con aste mensili e scadenze trimestrali, per finanziare il sistema bancario a più lungo termine,così che l'intera liquidità sul mercato monetario non è rinnovata ogni settimana (servono per regolare la liquidità, ma non per segnalare l'orientamento della politica monetaria, e sono temporanee).
C) operazioni di regolazione puntuale (o fine tuning), ossia aste ad hoc, senza né frequenza né scadenza standardizzata, fatte sia per immettere sia per assorbire liquidità (fluttuazioni impreviste di liquidità), tramite aste "veloci" (anche un giorno fra l'annuncio e l'effettuazione); possono anche prevedere operazioni di mercato definitive (ovvero acquisto o vendita attività in maniera definitiva); si esplicano mediante operazioni temporanee (drenano e immettono liquidità), depositi a tempo determinato (drenano solo liquidità) e swap in valuta.
D) operazioni di tipo strutturale, aventi lo scopo di correggere le posizioni strutturali di liquidità verso il sistema bancario.


Operazioni attivabili su iniziativa delle controparti (standing facilities)

Avvengono su richiesta degli istituti di credito, e si dividono in :
1) Operazioni di rifinanziamento Marginale (con tasso in genere più alto del tasso di mercato)
2) Depositi presso Banca Centrale, diversi quindi dalla Riserva Obbligatoria che le banche devono detenere presso le Banche Centrali (con tasso generalmente più basso del tasso di mercato, e corrisposto dalla Banca Centrale alle banche).
Si tratta di operazioni cosiddette "overnight", che hanno la durata generalmente di un giorno; per cui le banche che hanno temporanea esigenza di liquidità possono finanziarsi (su loro iniziativa) per un giorno tramite il "rifinanziamento marginale", sempre fornendo idonea garanzia in titoli. E quelle che hanno liquidità in eccesso possono versarla sui Depositi Marginali, percependo un tasso di interesse.

Come si esplica la politica monetaria della Bce? Non considerando le operazioni che immettono o drenano liquidità sul mercato monetario, la principale operazione effettuata è quella di "rifinanziamento principale".
Il tasso di riferimento della Banca Centrale, attualmente all' 1,25%, è proprio il tasso al quale la Bce effettua queste operazioni di rifinanziamento, e regola la liquidità presente sul mercato. Tale tasso segnala al mercato l'orientamento di politica monetaria in quanto indica le condizioni alle quali la Bce è disposta ad effettuare transazioni con il mercato.
Gli altri due tassi chiave per la politica monetaria della Bce sono i tassi fissati nelle "operazioni su iniziativa delle controparti", che costituiscono il limite massimo e minimo per il tasso overnight del mercato monetario, il tasso al quale le banche si prestano denaro nell'arco di 24 ore e il cui livello viene influenzato dalla politica monetaria della Bce. Il tasso sui "Depositi presso la Banca Centrale" (attualmente allo 0,50%) è il limite minimo perchè se così non fosse le banche avrebbero maggiore convenienza a detenere presso le Banche Centrali le riserve in eccesso piuttosto che prestarle ad altre banche; il tasso sui "Rifinanziamenti Marginali" (attualmente al 2%) è il limite massimo del tasso interbancario overnight perchè altrimenti le banche propenderebbero a finanziarsi presso la Banca Centrale piuttosto che presso il sistema bancario. All'interno di questo corridoio la Bce regola, con la sua politica monetaria, il tasso overnight.
Se diamo un'occhiata al bilancio della Banca Centrale, possiamo notare che dal lato dell'attivo compaiono proprio le tre forme di erogazione della liquidità: "rifinanziamento delle istituzioni creditizie" (ammontare delle operazioni di mercato aperto con cui viene immessa liquidità), "operazioni di rifinanziamento marginale" (il credito overnight) e le "attività nette sull'estero". Dal lato del passivo figurano: "disponibilità delle istituzioni creditizie sui conti correnti" (le riserve bancarie, ovvero i saldi detenuti dalle banche presso la Banca Centrale per regolare le obbligazioni di pagamento derivanti dalle transazioni interbancarie e per assolvere l'obbligo di riserva), "depositi presso la banca centrale" (depositi overnight), "banconote in circolazione", "depositi delle Amministrazioni Pubbliche" e "altri fattori".
Il totale delle attività deve per forza essere uguale a quello delle passività.
Ma allora quando la Bce acquista bond sul mercato secondario, come sta avvenendo oggi con i titoli italiani e spagnoli, e non può creare moneta, come fa? A fronte di operazioni di acquisto ( si tratta di operazioni di rifinanziamento definitive, facenti parte del programma provvisorio di acquisto titoli deliberato nel 2010 dal Consiglio Direttivo) che dovrebbero immettere liquidità sul mercato effettua una operazione di "sterilizzazione", ossia annulla l'effetto espansivo della base monetaria con una operazione opposta; drena quindi liquidità dal sistema, e lo fa movimentando le riserve e i depositi che le banche hanno presso di lei. Tanto l'obiettivo non è regolare la liquidità o incidere sui tassi di interesse, ma sostenere, in situazioni eccezionali come l'attuale, i corsi dei bond in discesa e quindi dare uno stop alla salita dei tassi.

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