Merkel e Bce

Sta sempre più prendendo corpo la possibilità di un accordo all'interno dei Paesi dell'eurozona che assegni poteri alla UE di porre veto sulle proposte di politiche di budget dei singoli paesi membri.
Si tratterebbe di un cambiamento nei Trattati della Comunità Europea, che sembrerebbe essere stato riproposto (indovina un po') da Angela Merkel, spalleggiata dal suo Ministro delle Finanze Scheuble. Già a dicembre se ne era parlato, ma se allora la proposta fu rigettata in quanto fortemente lesiva della sovranità interna dei singoli Stati, adesso la situazione è cambiata, e se ne fa una questione di sopravvivenza dell'euro.
In pratica rappresenterebbe, secondo alcuni analisti, l'anticamera della tanto ricercata unione fiscale fra i paesi membri.

Il Wall Street Journal pubblica al riguardo una lucida analisi. Il quotidiano finanziario americano arriva alla conclusione che, se la Merkel ottenesse promesse in merito a questo cambiamento nel Trattato, potrebbe anche dare il via libera al tanto auspicato massiccio intervento della Bce sui bond dei paesi a rischio. La Banca Centrale ha, come è stato sempre detto, i mezzi per poter acquistare sul mercato i titoli governativi, sostenere i prezzi e ridurre l'incremento dei tassi di interesse generato dalle politiche di intervento della speculazione. Finora l'ha fatto solo in maniera limitata per costringere comunque i Paesi in crisi a risolvere internamente i loro problemi; in realtà, grosso impatto ha sempre avuto il parere negativo da parte dei tedeschi a queste operazioini di mercato aperto. Se però l'intervento fosse limitato temporalmente in previsione delle modifiche nei Trattati, la Merkel potrebbe anche approvare tale pratica, riportando un po' di respiro ai mercati di capitali europei.

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