Euroscettici a Londra


Cresce il vento dell' Euroscetticismo a Londra. Il premier conservatore David Cameron è stato oggetto nei giorni scorsi della ribellione di 81 membri del suo partito che, contrariamente alle intenzioni del primo ministro, hanno espilicitamente richiesto un referendum per decidere se il Regno Unito debba o meno restare nella Comunità Europea. Attualmente, il Regno Unito fa parte dei 27 paesi della EU anche se non rientra nelle 17 nazioni che hanno adottato anche l'Unione Monetaria ( per cui in Inghilterra non circola l'euro ma la sterlina ).
Gli 81 parlamentari hanno formato un nuovo gruppo politico, chiamato proprio "81 Group", che ha in sostanza come obiettivo una ridefinizione dei rapporti con Bruxelles e un recupero di maggiore autonomia nelle scelte economiche e politiche di Londra, sull'assunto di non acuire la crisi nel  Regno Unito facendosi coinvolgere nei problemi originati in Europa dalla crisi dell'euro.
Il nuovo gruppo si propone di attrarre adepti anche dal centro-sinistra, e comunque ritiene di poter superare i 100 componenti attingendo da quei parlamentari Conservatori che si stanno rammaricando di non essersi aggregati alla ribellione dei giorni scorsi. Non si considera una corrente di partito, ma solo una aggregazione informale di parlamentari sia di destra sia di sinistra che la pensano alla stessa maniera sulle questioni europee.
La situazione è sintomatica di quelli che sono gli umori a Londra sulla crisi dell'euro. L'economia inglese sta piano piano cercando di uscire dalla crisi, che attualmente imputa alla probabile recessione europea che sta colpendo le loro esportazioni: a tale riguardo,  nel corso dell'ultimo trimestre il Prodotto Interno Lordo inglese è aumentato dello 0,5% su base trimestrale, trainato soprattutto dai servizi  (+ 0,7% ) e meno dall'industria manufatturiera (+ 0,2%) più legata alle esportazioni. L' Euroscetticismo, che comunque è sempre stato latente nell'opinione pubblica inglese, appare adesso alimentato dalla paura di vanificare le proprie chance di ripresa dalle decisioni prese nel continente e dalle contingenti conseguenze economico-finanziarie.

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