Preoccupazioni in UK per un possibile collasso dell'Euro
Spero che quanto espresso nell'articolo si avvicini più a scenari fantascientifici che non a reali prospettive, perché quanto scritto prefigura un futuro quasi apocalittico che nessuno di certo si augura.
Ma rimane però il fatto che sta comunque incrementandosi di giorno in giorno, nei discorsi dei politici e degli analisti, la possibilità , fino a pochi giorni fa inimmaginabile, di un possibile crollo dell’Euro.
Non è infatti prefigurabile una eurozona che non contempli paesi come Italia e Spagna senza che questo suoni come una condanna dell’euro-sogno, che era quello di creare una valuta in grado di competere se non superare negli scambi commerciali il dollaro Usa, ma che alla prova dei fatti sta pagando le notevoli differenze economico-sociali dei Paesi che compongono l'Unione.
Non è infatti prefigurabile una eurozona che non contempli paesi come Italia e Spagna senza che questo suoni come una condanna dell’euro-sogno, che era quello di creare una valuta in grado di competere se non superare negli scambi commerciali il dollaro Usa, ma che alla prova dei fatti sta pagando le notevoli differenze economico-sociali dei Paesi che compongono l'Unione.
Nel frattempo avanza sempre più la considerazione del Regno Unito come possibile paese rifugio. I mercati finanziari sembra stiano già imboccando questa strada.
Ma fino a che punto questi scenari sono credibili? La ricetta sarebbe, nell'attesa che i Paesi meno "virtuosi" facciano il loro dovere di ripulitura dei loro debiti, porre un freno alla speculazione che, come già accennato in altri post, fa il bello e il cattivo tempo. Ma questo è un discorso che ci porterebbe ai diversi poteri di politica monetaria delle Banche Centrali dell'Euro, dell'Inghilterra e degli Usa, che affronterò in altri post.
Ma fino a che punto questi scenari sono credibili? La ricetta sarebbe, nell'attesa che i Paesi meno "virtuosi" facciano il loro dovere di ripulitura dei loro debiti, porre un freno alla speculazione che, come già accennato in altri post, fa il bello e il cattivo tempo. Ma questo è un discorso che ci porterebbe ai diversi poteri di politica monetaria delle Banche Centrali dell'Euro, dell'Inghilterra e degli Usa, che affronterò in altri post.
Prepare for riots in euro collapse, Foreign Office warns
Alle ambasciate britanniche dei Paesi dell'eurozona è stato detto di redigere piani per aiutare i cittadini inglesi all'estero nel caso si verifichi il crollo della moneta unica, fra nuove paure per l'Italia e la Spagna
Mentre il governo italiano fatica a trovare prestiti sul mercato e la Spagna del nuovo governo sta considerando l'ipotesi di richiedere un piano di salvataggio internazionale, i ministri britannici privatamente hanno avvertito che il break-up dell'euro, un tempo quasi impensabile, oggi è sempre più plausibile.
I diplomatici si stanno preparando ad aiutare i britannici all'estero in caso si verifichi un collasso bancario e persino sommosse derivanti dalla crisi del debito.
Il Tesoro ha confermato all'inizio di questo mese che la pianificazione di emergenza per un collasso è in corso.
Un ministro anziano ha rivelato il grado di preoccupazione del governo, dicendo che la Gran Bretagna si sta organizzando sull'ipotesi che il collasso dell'euro sia ora solo una questione di tempo.
"E' nel nostro interesse che temporeggino perché questo ci dà più tempo per prepararci" ha detto il ministro al Daily Telegraph.
Recenti istruzioni del Foreign and Commonwealth Office alle ambasciate e ai consolati riguardano richieste per la predisposizione di piani di emergenza nel caso di scenari estremi che comportino disordini e agitazioni sociali.
La Grecia ha visto diversi episodi di disordine civile, mentre il Governo sta lottando con i suoi enormi debiti. I funzionari britannici pensano che scene simili non possano escludersi in altre nazioni qualora l'euro crollasse.
Ai diplomatici è stato anche detto di prepararsi ad aiutare decine di migliaia di cittadini britannici nei paesi della zona euro dalle conseguenze di un collasso finanziario che li lascerebbe impossibilitati ad accedere ai conti bancari o anche addirittura a prelevare contanti.
Ad alimentare le paure dei mercati finanziari per l'euro, rapporti da Madrid di ieri ipotizzavano che il nuovo governo del Partito popolare (che ha appeno vinto le elezioni) potrebbe richiedere un piano si salvataggio sia dal Fondo Monetario Internazionale sia dal Fondo Salvastati dell'Unione Europea.
Ci sono anche i timori crescenti per l'Italia, il cui nuovo governo è stato costretto a pagare tassi di interesse record sulle nuove obbligazioni emesse ieri.
Il rendimento dei nuovi prestiti a sei mesi (è il tasso deoi Bot a 6 mesi) è stato del 6,5 per cento, quasi il doppio del tasso del mese scorso, e quello dei finanziamenti a due anni (il Btp a 2 anni) è stato del 7,8 per cento, ben al di sopra del livello considerato insostenibile.
Il nuovo governo italiano dovrà vendere più di 30 miliardi di euro di nuove obbligazioni entro la fine di gennaio per rifinanziare i propri debiti. Gli analisti dicono che non c'è garanzia che gli investitori compreranno tutte quelle obbligazioni, il che potrebbe costringere l'Italia al default.
Il governo italiano ieri ha detto che nei colloqui con il cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy, il Primo Ministro Mario Monti si era detto d'accordo sul fatto che un crollo italiano "decreterebbe inevitabilmente la fine dell'euro".
I trattati istitutivi dell'Unione europea e le sue regole di appartenenza non contengono alcuna disposizione che disciplini il caso in cui uno Stato membro sia costretto a lasciare l'Unione, il che significa che un eventuale disfacimento sarebbe disordinato e potenzialmente caotico.
Se i governi dell'eurozona fossero costretti al default per i loro debiti, le banche europee che detengono molti dei loro titoli rischierebbero di crollare. Alcuni analisti dicono che l'onda d'urto di un evento del genere rischierebbe di produrre il collasso dell'intero sistema finanziario, lasciando le banche incapaci di restituire il denaro ai depositanti e distruggendo le aziende dipendenti dal credito bancario.
La Financial Services Authority questa settimana ha pubblicato un avviso pubblico per le banche britanniche per sostenere i loro piani di emergenza per il crollo della moneta unica.
Alcuni economisti ritengono che nella peggiore delle ipotesi, il crollo definitivo dell'euro potrebbe ridurre il PIL nei suoi stati membri fino alla metà e innescare disoccupazione di massa.
Gli analisti di UBS, una banca d'investimento, all'inizio di quest'anno hanno avvertito che le conseguenze più estreme di un break-up comprendono i rischi per i diritti di proprietà di base e la minaccia di disordini civili.
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